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MUSICA E TRADIZIONI POPOLARI

Comune di


Spezzano della Sila




MUSICA


Probabilmente a causa della sua vicinanza alla città di Cosenza, alcune delle tradizioni musicali rintracciabili nel paese di Spezzano della Sila risultano abbastanza contaminate dal panorama circostante. Esse, soprattutto per quanto riguarda il repertorio dei canti di natura “profana”, sono state in qualche modo “recuperate” artatamente, per la volontà di mantenerle, ma non si conserva una tradizione musicale per così dire “pura”, cioè trasmessa per via orale, bensì quanto attualmente riscontrato sembra più orientato verso repertori folkloristici divulgati a mezzo di produzioni fonografiche di consumo. Buona parte dell'attività di conservazione e divulgazione delle tradizioni musicali (e non solo) è dovuta all'Associazione “Donne di Casa Nostra”, impegnata anche in proposte di tipo teatrale (in vernacolo) e nel mantenimento e rilancio delle tradizioni alimentari. A conferma di quanto detto prima, gli interventi a cui si può assistere, anche in occasione di feste e ricorrenze, sono principalmente da palco e non avvengono nei contesti sociali originari. Pare sia completamente persa, ad esempio, l'usanza della serenata, che fino a circa il periodo del secondo dopoguerra si soleva ancora portare agli sposi nella settimana successiva al matrimonio. Si conserva, di contro quella della strenna (strina), che qui si porta nelle case nel periodo natalizio a partire dall'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, fino al 6 gennaio, giorno dell'Epifania. La melodia utilizzata è la stessa di quella cosentina, mentre i versi possono variare, anche perché questi venivano quasi sempre personalizzati in relazione ai dedicatari. Restando in argomento natalizio, non si ricorda a memoria d'uomo (almeno relativamente alle persone interpellate) l'uso delle zampogne: in occasione delle festività si suole chiamare gli zampognari da fuori paese. Allo stesso modo non sono presenti tanti altri strumenti tradizionali quali tamburello, organetto, chitarra battente, ... mentre è attestato, almeno fino a qualche anno fa, l'uso dei fischietti di canna intagliati dai pastori al pascolo, per la frazione di Camigliatello Silano1. Lo strumentario attualmente utilizzato è abbastanza moderno, incentrato principalmente su fisarmonica e chitarra (classica o acustica). Una bella tradizione che si è invece conservata è quella dei tamburi militari. Vi sono addirittura due gruppi a mantenere vivi i repertori per tamburo: uno fa riferimento al signor Rodolfo Palumbo; dell'altro si citano come nominativi di riferimento i fratelli Francesco e Salvatore Mancuso. Entrambe le formazioni sono caratterizzate dalla presenza in organico di bambini molto piccoli, a partire dall'età di 5 anni, il che testimonia la volontà di trasmettere e fare continuare a vivere questa esperienza2. È da segnalare inoltre, più che altro a titolo di curiosità, l'utilizzo dei tamburi battenti tradizionali da parte del gruppo Operai della FIAT 1100”, formato da ragazzi di Spezzano della Sila e Celico, che nel proprio repertorio, costituito da canzoni di Rino Gaetano e composizioni proprie, sono soliti utilizzare suonate tradizionali ai tamburi (per l'esattezza la raspa e la tarantella) come introduzione ad alcuni brani. Altra tradizione musicale che si è conservata abbastanza intatta è quella dei canti religiosi, legati alle ricorrenze e dedicate ai vari santi, in particolare a San Biagio e a San Francesco di Paola, il cui culto è particolarmente vivo a Spezzano.

Nel paese opera inoltre la banda “Romualdo Rizzo”.

Tra i vari personaggi che hanno mantenuto vivo e allegro il clima musicale a Spezzano della Sila preme segnalare la figura di Salvatore Falcone detto u furise.



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pagina aggiornata al 28 agosto 2008.





1In Via, Peppino, Camigliatello e la Sila (pionieri - vita sociale - turismo), Casa del Libro Editrice, Roma, 1984, p. 112.

2Per maggiori dettagli in merito cfr. Bevacqua, Antonio, I tamburi della Sila. Costruttori e suonatori dei Casali cosentini, Squilibri, Roma, 2006