Progetto Sila con Fondi U.E. 2007 - 2013

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01/09/2010

La programmazione strategica dei territori silani potrà essere perseguita tramite la definizione di una visione condivisa e l’elaborazione di un Piano strategico d’area da realizzare anche con il contributo dei Fondi UE 2007-2013.

 

Il piano strategico è lo strumento che è stato individuato a livello comunitario e nazionale per definire strategie partecipate di sviluppo locale sostenibile dei territori, nella nuova fase di programmazione 2007-2013,  in un quadro di progressivo decentramento di funzioni alle regioni ed ai comuni, verso una prospettiva di sussidiarietà che comporta la necessità di ampliare gli spazi di intervento diretto del governo locale per lo sviluppo del proprio territorio ( delibera CIPE n. 20/04 ).

 

Il Piano Strategico d’area nasce, quindi, dalla necessità degli attori locali territoriali di avere un strumento comune di programmazione che sia di indirizzo per l’attività svolta dagli Enti Locali e dagli operatori economici. Rappresenta uno strumento di mobilitazione per riunire volontà, formulare obiettivi prioritari e generare partecipazione.

 

Il Piano Strategico deve essere il mezzo attraverso cui governare e indirizzare lo sviluppo seguendo delle linee guida generate da una visione globale del territorio e delle politiche in atto. Si configura quindi come elemento unificante di tutti i progetti e le iniziative che le Amministrazioni Comunali, le imprese e gli operatori economici in genere stanno realizzando o hanno in progetto di realizzare.

 

I piani strategici mirano alla convergenza locale, a scala di area vasta, di politiche delle opere pubbliche, della mobilità, dell’urbanistica, della casa, dei servizi sociali per il welfare, di sostegno all’occupazione, dell’ambiente.

 

Il Piano Strategico non è un Piano del Comune o dell’aggregazione di comuni, ma della società locale nel suo insieme, che, quindi, non riguarda soltanto aspetti urbanistici/territoriali, ma anche gli altri aspetti essenziali della vita sociale, economica e culturale; impegnando cittadini, utenti ed interessi nella condivisione di una cornice di conoscenza, la pianificazione strategica incide sulla struttura sociale della città prima ancora che sul suo territorio fisico.

 

Si tratta, in altri termini, di fondere gli orizzonti della pianificazione territoriale con quelli della progettazione locale, perché lo sviluppo è, nel Meridione forse più che altrove, un affare di governance e capabilities prima che di impresa (Donolo1999 e 2000).

 

il piano strategico individua non solo gli obiettivi prioritari da perseguire, in relazione alle vocazioni e alle risorse del territorio, ma anche le azioni concrete necessarie per realizzarli, concentrandosi in particolare sugli interventi ritenuti strategici, ossia capaci di “innescare” processi più ampi di sviluppo e capaci di rimuovere gli ostacoli che spesso si frappongono alla concreta realizzazione degli obiettivi stessi, come, per esempio: la condivisione e l’integrazione delle finalità dei progetti a vari livelli, il coordinamento fra le istituzioni interessate, non dimenticando la questione fondamentale del reperimento delle fonti di finanziamento.

 

Il Piano Strategico conferisce un vantaggio competitivo ai territori interessati anche sul livello più immediato della migliore prosecuzione di piani di sviluppo ed esperienze di programmazione negoziata già in corso in quanto, nella fase di diagnosi ed ascolto, aggiorna ed amplia la conoscenza dei potenziali endogeni e dei settori di eccellenza

presenti nel territorio.

 

Il territorio silano costituisce, per la tipicità delle sue caratteristiche, dei suoi potenziali di sviluppo e dei freni che oggi ne limitano fortemente l’emersione, un’area suscettibile a sperimentare strategie di sviluppo locale.

 

Alla  pari di altre aree interne e montane del nostro paese, soltanto un approccio di complessiva ricostruzione di identità del territorio, dei suoi attori locali, degli obiettivi che questi si danno per sostenersi e sostenere processi di consolidamento e crescita, può invertire quello stato delle cose che, da sempre, configura nei territori silani un’area residuale e per lo più oggetto di interventi di sostegno improntati a logiche di assistenza alle emergenze piuttosto che di innesco di sviluppo, sostenibile e permanente.

 

Puntare a definire una strategia di sviluppo condivisa è fattore di coesione tra i soggetti locali, è allo stesso tempo un obiettivo, il valore aggiunto da ricercare, la condizione necessaria perché quest’area si identifichi non per l’omogeneità dei suoi problemi ma per l’opportunità dei suoi fattori di sviluppo.

 

Quello cui, in sostanza, occorre puntare, è l’emersione del territorio non solo come luogo di produzione e di civile convivenza ma anche come fattore, esso stesso, di competizione e di relazione virtuosa con le economie esterne più progredite.

Condizione essenziale per il successo è che ciascuno faccia la sua parte.

Che ciascuno metta in gioco i suoi poteri relativi, le sue competenze esclusive, le proprie prerogative, per quanto legittime possano essere o apparire.

 

E’ necessario che gli Enti locali abbattano la frammentazione amministrativa e la soglia dei “municipalismi”, che le parti sociali concordino strategie innovative di relazioni industriali, che gli imprenditori e gli operatori economici locali costruiscano alleanze strategiche ed implementino nuove modalità di collaborazione, tra loro e con gli operatori esterni all’area, su obiettivi comuni e praticabili, che il mondo della ricerca, dei “saperi locali” si attrezzi a fare da sponda ai processi di crescita territoriale, che il credito introduca elementi di innovazione in campo finanziario legata alla qualità dei progetti piuttosto che ai sistemi di garanzia.

 

Si richiede, in breve, un incontro di volontà, la capacità di mettersi in gioco, di fare un passo indietro per ricercare il “passo lungo” verso il comune obiettivo dello sviluppo integrato e sostenibile.

 

La necessità di elaborare un Piano Strategico di area vasta è ormai sentita anche da tutti gli attori, pubblici e privati, che svolgono la loro attività nell’area dell’altopiano silano.

 

A tale proposito, Sila Sviluppo, l’Agenzia di Sviluppo locale responsabile della gestione del Patto Territoriale Silano, e del GAL della Sila, congiuntamente alla Comunità Montana Silana ed al PIT Sila ed al Parco Nazionale della Sila, sta coordinando l’attività di elaborazione del Piano Strategico dei territori silani, denominato PROGETTO SILA, inteso come impostazione di un processo di sviluppo territoriale (per sua natura) in continua evoluzione.

 

Gli obiettivi strategici individuati, anche sulla scorta delle recenti esperienze di programmazione avviate sul territorio (Patto Territoriale, Parco della Sila, Pit, Piar, ecc.), sono coerenti con le 10 priorità tematiche stabilite dal quadro strategico nazionale per la prossima programmazione dei fondi strutturali 2007/2013, in particolare con quelle riguardanti:

- la valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo;

- la tutela dell’ambiente, l’uso sostenibile ed efficiente delle risorse ambientali per lo sviluppo;

- Il Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane;

- La competitività dei sistemi produttivi, e la promozione e valorizzazione della ricerca e dell’innovazione per la competitività.    

 

Questi in sintesi gli obiettivi strategici:

 

1. UN SISTEMA TURISTICO INTEGRATO

 

Una politica per il turismo si traduce in una politica per lo sviluppo territoriale che contenga una particolare attenzione alla componente culturale, il che richiede strategie innovative nelle politiche territoriali e di pianificazione, azioni di marketing, dove il territorio e i suoi processi di ricomposizione sono al centro dell'attenzione generale.

 

La qualità di una destinazione turistica è il risultato di una molteplicità complessa di fattori quali la qualità delle risorse, dell’ambiente, organizzazione dell’offerta ricettiva, dotazione infrastrutturale, cultura dell’ospitalità, ecc.

L’immagine di una destinazione è contestualizzata, intimamente legata ad un territorio, nelle sue valenze fisiche, paesaggistiche, produttive e ad una comunità, intesa come valori, storia, tradizioni, caratteristiche umane.

Il turismo è consumato nei luoghi dove si produce; la sua integrazione con il territorio ne costituisce un fondamentale vantaggio competitivo.

 

L’idea di base è, dunque, la costituzione di un sistema turistico integrato sostenibile nel quale cioè i vari attori dell'offerta turistica lavorino in relazione tra loro, con forme di collaborazione, di interscambio e di sostegno reciproco.

 

Affinché si attui un simile circuito di interazione è indispensabile la conoscenza reciproca dei diversi attori, nel sapersi ascoltare a vicenda  ma anche nell’apprendere a dialogare e a scambiare esperienze positive, a confrontare i propri punti di forza/debolezza insiti nel “cooperare per competere”, cosa tutt’altro che facile in contesti quale il nostro dove l’individualismo ed il campanilismo insito nella natura umana spingono in tutt’altra direzione.

 

Le esigenze dei turisti sono completamente diverse rispetto a qualche tempo fa, le vacanze sono sempre più brevi e la gente vuole sfruttarle al meglio.

Il turista percepisce la destinazione delle sue vacanze come un prodotto unitario, che sia in grado di fornirgli tutto quello che richiede: svaghi, sport, natura, accoglienza. Non ha tempo né voglia di andarsi a cercare questi servizi sul posto; li vuole trovare già confezionati e pronti per la fruizione. Ma l'esigenza di integrazione dei servizi non è solo dei turisti. E' anche una necessità per le imprese, che solo in questo modo possono offrire servizi con più elevata qualità e costi inferiori.

 

Nel nostro Paese, non solo in Sila ed in Calabria, non esiste un ente, una cabina di regia che si occupi di svolgere nel contempo un lavoro di management e di marketing del turismo. Non ci sono strutture deputate a confezionare il prodotto turistico e a modificarlo secondo il cambiamento del mercato.

Manca in definitiva una authority che coordini e che trasformi l’agire degli attori dell’offerta turistica, pubblici e privati, in un tutto organico, come sarebbe necessario.

 

Ciò che caratterizzerà un'area distrettuale turistica sarà l'insieme di relazioni che si riusciranno a creare attraverso il coinvolgimento di un certo numero di imprese che operano in settori diversi e attraverso il ruolo che ricopriranno le istituzioni locali.

Per fare mercato non per aspettarlo, come è successo fino ad ora.

 

Questa formula sarà ancora più importante se sarà sviluppata nel settore turistico in modo da contribuire a formare una "destinazione turistica" facilmente identificabile con un'area territoriale delimitata, caratterizzata dalla identità locale, con un suo aspetto storico-culturale e con i suoi modelli sociali in cui la produzione viene ad avere una collocazione precisa e facilmente individuata.

 

Il sistema che caratterizza un distretto turistico integrato è la compresenza di due sistemi a rete, quello di tipologia produttiva e quello dei servizi di qualità che un'area è in grado di offrire.

 

Quella produttiva contribuirà a creare "prodotti ambasciatori" che risulteranno strategici per promuovere un territorio (ad esempio per la Sila i prodotti caseari, i funghi e le patate) soprattutto all'estero; quella dei servizi di qualità sarà fondamentale per una buona accoglienza turistica, che  deve riguardare tutti gli aspetti strutturali ed infrastrutturali, necessari alla riqualificazione dell’offerta.

Il tutto nel rispetto dell'ambiente.

 

Il Distretto dovrebbe essere formato dai sindaci, o dagli assessori di competenza dei vari comuni, dai rappresentanti degli operatori privati (albergatori e ristoratori, associazioni sportive), dalle associazioni che a vario titolo si occupano di sviluppo territoriale: un tavolo permanente di incontro e confronto in grado di fare e programmare proposte per lo sviluppo turistico del territorio.

 

Dovrebbe fare una ricognizione dei beni fruibili turisticamente, dovrebbe analizzare possibili proposte per far emergere potenzialità ancora sopite e poco valorizzate, dovrebbe avere la capacità di uscire dai confini ristretti di un territorio solo comunale e proporre soluzioni territoriali intercomunali, dovrebbe strutturare pacchetti turistici di ampio respiro e promuoverli nei segmenti di mercato di riferimento.

 

Dovrebbe procedere alla individuazione di un marchio quale segno distintivo del sistema turistico locale che comprenderà e ne renderà immediatamente riconoscibili tutte le articolazioni, siano esse produttive, turistiche o di servizio (A questo proposito potrebbe essere utilizzato il progetto, già finanziato ed operativo, di un “marchio d’area”, inserito all’interno del PIAR Sub Area A, di cui è capofila il Comune di Bocchigliero).

 

Un organismo che dovrebbe dialogare direttamente con i comuni, con la Comunità Montana, la Provincia anche per reperire finanziamenti da utilizzare per prodotti promozionali, iniziative e quant’altro possa creare un circuito turisticamente fruibile dai consumatori

Nell’ambito dell’opportunità offerta dalla costituzione dei Sistemi Turistici Locali previsti dalla L:R. n. 8/2008, al Distretto Rurale della Sila, recentemente istituito, potrebbe essere delegato il compito di promuovere e coordinare l’offerta turistica Silana, nell’ambito dell’STL della Provincia di Cosenza.

 

In questa ottica tutto il territorio deve essere orientato alla necessità del turista, dalla professionalità degli operatori alla capacità di innovare continuamente la qualità della vita, ai comportamenti interpersonali direttamente o indirettamente collegati al turismo, cioè l’intero contesto sociale di riferimento, tutti sono chiamati a collaborare per il successo di un settore che, certamente più di altri, non viene giudicato come singolo ma come prodotto globale, inserito quindi nella realtà che lo ospita.  

 

Assistiamo negli ultimi anni ad una mutazione della domanda turistica (ora nutrita di sensibilità per l’ambiente e la natura, per la qualità della vita e del tempo libero)  che si orienta verso forme di  “mobilità conoscitiva”, mosse da crescenti bisogni di libertà e di cultura dell’uomo contemporaneo, che vuole recuperare nella vacanza, nel viaggio, nell’itinerario, uno spazio fisico di contatto con l’esterno, l’aria aperta, la memoria delle tradizioni, delle identità e delle culture locali.

 

Sono dunque “turismi secondo natura” che riescono a riappropriare, nella spazio temporale della vacanza, l’individuo della completa funzionalità dei cinque sensi. Turismi quindi, per definizione, ecocompatibili, nei quali sono riconoscibili il turismo ruralel’agriturismo, il turismo verde e sportivo,  il turismo di scoperta della cosiddetta Italia Minore, il fenomeno del Bed&Breakfast, delle cantine e strutture per la ristorazione tipica, per  la scoperte eno-gastronomiche sulle Strade dei Vini e dei Sapori.

 

Sono questi i fenomeni che possono valorizzare bacini, aree,  come la Sila, salvaguardando al contempo l’impatto ambientale, nonché  la cultura e le tradizioni del territorio. La Sila, infatti, nel suo insieme, per le caratteristiche del territorio e per le differenti origini socio-culturali, può vantare un’ampia varietà di turismi presenti e di turismi possibili, da farne una meta turistica in ogni periodo dell’anno.

 

Dai turismi verde, montano e sportivo, principale voce di reddito da turismo dell’area grazie alla presenza del Parco nazionale della Sila e di numerosi percorsi da trekking, maneggi ed impianti sciistici, ai turismi enogastronomici, grazia ai numerosi prodotti tipici legati alla tradizione della zona (patate, funghi, latticini, conserve d’olio e salumi), scolastico e religioso, per la presenza di numerose chiese monasteri ed abbazie, del suddetto parco nazionale e delle differenti etnie e culture presenti, nonché congressuale per una facile destagionalizzazione dell’offerta turistica nel suo complesso ed una “debalnearizzazione” dell’immagine turistica della Calabria.

 

Questi fenomeni devono accompagnare la propria crescita, affinchè non risulti effimera, con un decisivo, prioritario fattore: la nascita, nell’ambito della ricettività dei Turismi Emergenti,  del sistema-territorio, la crescita, cioè, della capacità dei diversi segmenti di crescere e coniugarsi a sistema. 

A questo proposito si potrebbe affidare alla società Sila Sviluppo, agenzia permanente per lo sviluppo locale, per la sua mission e per la sua natura pubblico-privata,  il compito di "cabina di regia”, che coordina e promuove tutte le attività di tipo turistico sviluppate nell'area del distretto.

 

Questi gli obiettivi strategici da perseguire:

1) Qualificare il sistema dell’offerta turistica sia agendo sull’infrastrutturazione territoriale ed aziendale, sia agendo nell’ottica di rispondere alle esigenze plurimotivazionali e di personalizzazione della vacanza nel rispetto delle vocazioni locali proprie delle nuove generazioni turistiche.

2) Innovare e diversificare il sistema dell’offerta complessivamente considerata, promuoverne la qualità e coordinarne l’integrazione, ampliando la gamma di prodotti turistici e supportando lo sviluppo di nuove soluzioni di offerta aggregata in grado di destagionalizzare, realizzare legami tra il tradizionale turismo montano e le arre rurali e i centri storici, promuovendo significativi flussi autonomi verso tali aree attualmente marginali. Agendo in un’ottica di Destination Management, attivare e rafforzare processi di coordinamento pubblico e pubblico-privati finalizzati all’upgrading qualitativo dell’offerta e alla creazione di prodotti turistici compositi.

3) Organizzare il Sistema Turistico Locale, gestendone la complessità a livello territoriale e locale, censendo e controllando le risorse del territorio, gli attori coinvolti, il tessuto relazionale e i processi funzionali in conseguenza di obiettivi strategici pianificati e condivisi. Avere obiettivi comuni di sviluppo rende indispensabile per l’organizzazione del sistema territoriale favorire la comunicazione e la concertazione tra gli attori del territorio.

4) Valorizzare l’identità del territorio e la riconoscibilità dell’altopiano Silano come destinazione turistica e sostenere e rafforzare la cultura dell’accoglienza, che per un territorio “turistico” è un concetto complesso fatto di strutture e servizi, ma anche, e soprattutto, di persone, non solo direttamente operanti nei servizi turistici.

5) Attuare la promozione integrata e innovare il sistema informativo interno/esterno, favorendo i processi di acquisizione della conoscenza territoriale da parte dei portatori di interesse e dei turisti e suggerendo legami forti tra settori come cultura, agroalimentare, artigianato, nuova ricettività, itinerari. Sviluppare azioni di commercializzazione e fidelizzazione con metodologie innovative.

6) Incentivare l’adeguamento tecnologico dei sistemi gestionali delle strutture turistico-ricettive all’interno della destinazione turistica al fine di consentire l’interazione con i sistemi di prenotazione telematici in atto (Computer Reservation System – CRS; Global Distribution System -GDS) e favorire interventi di ICT per facilitare e migliorare la comunicazione e l’offerta dei servizi di ricettività e di accoglienza nel suo complesso (sostenendo ad es. interventi finalizzati alla trasformazione dei siti WEB da vetrine a canali commerciali; interventi di promozione/offerta turistico e commerciale secondo logiche di networking, etc.);

Incentivare, all’interno delle strutture turistico-ricettive l’introduzione delle più recenti tecnologie e sistemi oggi utilizzabili (quali ad es. WI-FI, WI-MAX, TV VIA CAVO, etc.).

7) Internazionalizzare il prodotto turistico, attraverso sistemi di marketing, co-marketing e comunicazione dell’offerta verso mercati nuovi o in fase di sviluppo, considerando i bacini geografici (p.es. origini “low cost”) o tematici (p.es. turismo sportivo, equestre, culturale, archeologico, naturalistico, enogastronomico, ecc.).

 

In questo contesto si inseriscono i seguenti progetti diretti a migliorare le potenziare a ricettività e l’offerta turisitica :

 

  • Realizzazione Comprensorio sciistico Camigliatello – Lorica con realizzazione impianti a fune che colleghino le due località;
  • Potenziamento del comprensorio sciisitico Botte Donato;
  • Villaggio dello sport a Camigliatello Silano (Progetto PIT, già finanziato);
  • Creazione centro sportivo polivalente, pista di pattinaggio sul ghiaccio e campo di tiro al piattello  in località Bocca di Piazza del comune di Parenti;
  • Ristrutturazione immobili in località Parco Varrise del Comune di Acri come strutture recettive per il turismo;
  • La navigabilità deI laghi Arvo e Cecita (progetti PIT, parzialmente finanziati);
  • la realizzazione del sito archeologico protostorico in località Cecita-Cupone (già finanziato);
  • La riqualificazione ambientale dei centri urbani di Lorica e Camigliatello Silano;
  • Il Palazzetto del ghiaccio polifunzionale in località San Nicola;
  • Il Treno della Sila su ruote gommate;
  • Realizzazione della strada ferroviaria Camigliatello Silano - San Nicola – Lorica con ristrutturazione delle stazioni;
  • Creazione di piste ciclabili (strade delle vette, laghi, villaggi rurali);
  • Realizzazione di una rete sentieristica efficacemente segnalata ed attrezzata (punti sosta e posti tappa), che abbia la possibilità di collegarsi con percorsi alternativi in direzione di aree diverse ad interesse culturale ed archeologico da percorrere a piedi o in mountain bike. Si permetterebbe, così, anche il recupero di vecchi casolari, o caselli forestali, o il riuso di edifici abbandonati di patrimonio pubblico.
  • La realizzazione di un aviosuperfice utilizzabile dagli aerei da turismo in fraz. Campo San Lorenzo di Spezzano Sila;
  • Realizzazione di un campo da golf in località Righio di Spezzano Piccolo.
  • Realizzazione di un Centro Ippico in località Molarotta di Camigliatello Silano.
  • Creazione di un Polo Turistico Attrezzato in località Croce di Magara con potenziamento del Centro Documentazione Musica Popolare, creazione di uno Snow Park con piste snow-tubbing e slittini e postazione per camper e roulottes.
  • La riconversione dell’”Ospedaletto” di Camigliatello Silano di proprietà dell’A.S.P di Cosenza. 
  • Il consolidamento – restauro, rifunzionalizzazione del complesso dell’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (Progetto PIT) 
  • La creazione della “Via di Gioacchino” (Progetto PIT) con acquisizione e ristrutturazione casa natale (Celico), abitazione (San Giovanni in Fiore) e luogo della morte (Pietrafitta);
  • La ristrutturazione del convento di San Francesco di Paola di Spezzano Sila meta di pellegrinaggio per il quinto centenario della morte del Santo.
  • La realizzazione della “strada dei Fratelli Bandiera” dal luogo della cattura (San Giovanni in Fiore) al luogo della morte (Vallone di Rovito);
  • Ristrutturazione delle case baronali nei villaggi rurali e della colonia silana in località Moccone ed il recupero del patrimonio edilizio dei villaggi rurali;
  • Ripristinare la funzionalità della colonia estiva dell’ex Monopolio di Stato il località Cupone come struttura recettiva per il turismo e centro di benessere da affidare a cooperative di giovani inoccupati;
  • L’organizzazione di eventi culturali di richiamo nazionale ed il potenziamento ed il rilancio del festival di musica etnica “Sila in festa”;
  • Riqualificazione delle strutture alberghiere e la formazione professionale per migliorarne la ricettività anche per la convegnistica;
  • Creazione di un Sistema Informativo Territoriale (SIT) dell’area silana, utilizzando il progetto di Geoportale della Sila (progetto PIT) come sportello virtuale di erogazione di servizi di e-government sia per i cittadini che per le imprese e con funzioni di promozione e valorizzazione dell’offerta turistica in un’ottica di marketing territoriale, volto non solo alla diffusione nazionale ed internazionale dell’immagine della Sila, ma anche all’attrazione di potenziali investitori nell’area. Accanto alle funzionalità di portale turistico-culturale saranno previsti servizi di e-business per le imprese (e- procurement, e-commerce volti all’internazionalizzazione dei sistemi produttivi locali) e servizi di pubblica utilità per i cittadini residenti nell’area.
  • Aumentare la disponibilità di “banda larga” e delle tecnologie “wireless” per contrastare ogni fenomeno di digital divide presente sul territorio, per supportare il sistema produttivo e garantire condizioni di effettiva democraticità e pari dignità di applicazione dei livelli essenziali delle prestazioni.

 

 

2. UNA NUOVA PRODUZIONE AGRICOLA

 

Le linee di indirizzo regionali in materia di politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 puntano ad un modello di sviluppo competitivo, sostenibile, multifunzionale ed integrato del settore agricolo ed agroindustriale e dei territori rurali.

 

In particolare esse si muovono all’interno dei quattro assi prioritari individuati a livello nazionale: Miglioramento della competitività, Miglioramento dell’ambiente, Qualità della vita e diversificazione economica, Miglioramento del partenariato e della governance locale.

 

ll futuro dell’altopiano silano  è strettamente collegato alle scelte di gestione del territorio. Un territorio particolare, ricco e sensibile dal punto di vista naturalistico, ma che può diventare anche economicamente competitivo grazie alla intelligente valorizzazione delle sue caratteristiche proprie.

L’agricoltura biologica, i prodotti tipici e l’imprenditoria di qualità quindi, come già il turismo ambientale, offrono una irrinunciabile opportunità sia per la crescita dell’occupazione che per l’aumento del patrimonio di biodiversità.

 

Favorire, quindi,  la conversione all'agricoltura biologica delle singole aziende agricole, o di trasformazione, all'interno di un processo più complessivo di conversione e gestione del territorio, creando sinergie tra le diverse attività produttive in una logica di filiera e facendo risaltare le potenzialità complessive dell'area.

 

In questo senso occorre sviluppare una progettualità territoriale promossa dai soggetti istituzionali ed economico-sociali locali attraverso metodologie di approccio di tipo integrato, capaci di “fare sistema” e con forti ricadute a livello territoriale (distretti agricoli e rurali, filiere produttive, ecc) partendo dalle esperienze già avviate con i PIAR.

Tutto ciò in sintonia anche con quanto previsto dal Reg. CE n.1782/2003 del Consiglio, di modifica della PAC, il quale rafforza ulteriormente l’obiettivo di innalzare i livelli di performance economica del settore primario, affidando l’accrescimento della competitività anche alla valorizzazione dei prodotti di qualità, nonché alla migliore organizzazione di mercato degli operatori agricoli.

 

la recente istituzione del Distretto Rurale della Sila può divenire un “luogo”di confronto in cui possano essere valorizzate le peculiarità locali e in cui le produzioni di beni e servizi agricoli ma anche la cultura, la tradizione e le risorse naturali e paesaggistiche diventano i fattori di uno sviluppo concertato e sostenibile.

Con l’istituzione del Parco Nazionale della Sila, diviene prioritario ed indispensabile, attivare interventi per l’identificazione delle produzioni tipiche locali, con l’obiettivo di ottenere riconoscimenti di qualità che portino all’istituzione di un “marchio di qualità”, sia per i prodotti agricoli che per quelli zootecnici.

 

In questa direzione è necessario:

 

1) valorizzare le produzioni di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali, e il rafforzamento delle logiche di cooperazione e di integrazione tra le imprese agricole e tra queste e le imprese dei diversi settori produttivi. Tutto ciò un’ottica di compatibilità e sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di far assurgere la qualità a caratteristica distintiva della Sila.

 

2) Con l’opportunità offerta dalla presenza del Parco Nazionale della Sila, assumono particolare rilievo sia il supporto alla realizzazione e alla adesione delle imprese a disciplinari di produzione e a standard di qualità specifica, sia la qualificazione delle imprese mediante il rafforzamento dei percorsi aziendali verso l’adeguamento alle norme obbligatorie e volontarie (con particolare riferimento alla certificazione di qualità).

 

3) assicurare la gestione sostenibile delle risorse naturali, attraverso la conservazione e/o il miglioramento delle straordinarie risorse ambientali e paesaggistiche, che rappresentano la vera ricchezza dell’area silana, anche attraverso diffusione ed utilizzazione di nuove tecnologie/prassi/procedure rivolte a ridurre l’impatto delle attività antropiche (p.es. turismo responsabile, commercio solidale, ecc).

 

4) potenziare e migliorare la qualità dei beni culturali e ambientali, anche mediante la costituzione di reti pubblico-private dell’offerta, e di realizzare all’interno del territorio Silano un  “Sistema turistico integrato”, puntando sulla qualità dell’accoglienza e realizzando una maggior destagionalizzazione e diffusione territoriale dei flussi turistici.

 

5) creare una rete territoriale tra produttori, ristoratori, mercati settimanali, deve tendere all’accorciamento della filiera con conseguente miglioramento del rapporto ricavi/costi di produzione.  In questa direzione occorre incentivare lo sviluppo dei Farmer Marchet, Mercati del Contadino.

 

6) realizzare azioni di potenziamento delle infrastrutture rurali connesse allo sviluppo dell’agricoltura e del territorio rurale, mediante la razionalizzazione e ristrutturazione dell’uso potabile delle risorse idriche ed interventi di elettrificazione e viabilità rurale, collegante i villaggi silani alle reti stradali di collegamento veloce.

 

7) migliorare lo sviluppo del trasporto pubblico locale per facilitare la mobilità da e verso le aree urbane e i centri minori dell’entroterra, puntando al miglioramento, al completamento e all’ammodernamento delle connessioni con le reti lunghe, all’aumento dei mezzi pubblici, alla riconversione delle linea ferroviaria Cosenza – San Giovanni in Fiore ed al potenziamento della SS 107.

 

8) agevolare l’innovazione e l’accesso alla ricerca e allo sviluppo, incoraggiare l’adozione e la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, stimolare un’imprenditorialità dinamica, favorire il ricambio generazionale.

 

9) Proseguire il progetto “fattorie Aperte in Sila”, patrocinato dalla Provincia di Cosenza, allo scopo di organizzare visite guidate e degustazioni all'interno delle fattorie ed aziende agricole tra le più antiche dell'altopiano;

 

10) Realizzazione di un mercato agricolo coperto nella zona Jordanello di Camigliatello Silano completo di celle frigorifere e strutture di vendita, magazzini di conservazione, centro stoccaggio, parcheggio ecc.

Creazione del Museo del latte e di una Fattoria dimostrativa delle lavorazioni agricole n località adiacente San Giovanni in Fiore;

Realizzazione del Museo etnico e delle tradizioni storiche (Brigantaggio) e contadine in Lorica (Immobile Piar) ed il Museo del “carbonaro” a Silavana Mansio.

 

 

3. INTERVENTI DI SOSTEGNO AL SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE

 

 

E’ necessario accelerare i processi di sviluppo avviati sulle filiere principali che caratterizzano l’economia locale (il turismo, l’agroalimentare, il bosco/legno, le risorse idriche, l’artigianato) e focalizzare maggiormente l’attenzione sulla valorizzazione delle “eccellenze territoriali”costituite dal patrimonio ambientale e naturale  e dal patrimonio architettonico e culturale dell’area;

Questi i principali interventi:

<span> </span>

a) <span>Incentivazione all’autoimprenditorialità e alla formazione professionale</span>

 

Al fine di rivitalizzare il tessuto socioeconomico dell’area silana e presilana ed agevolare il ricambio generazionale nel sistema economico ivi presente, risulta fondamentale operare per la valorizzazione delle risorse, materiali ed immateriali, esistenti.

 

Si rende, in particolare, necessaria la realizzazione di interventi volti a sostenere, attraverso l’azione congiunta di diversi portatori di interessi, l'autoimprenditorialità, la diffusione della cultura d'impresa e la formazione professionale allo scopo di individuare le più adeguate strategie di sviluppo locale.

Occorrono, quindi, interventi volti a favorire lo sviluppo di nuova imprenditorialità e profili innovativi nel settore del turismo e dei servizi orientati a forme differenziate di turismo (agriturismo e turismo rurale, turismo culturale e naturalistico, ospitalità diffusa, ecc.) e nei settori della tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale attraverso tipologie e metodologie formative specifiche:

 

In questa direttrice strategica sono necessari:

 

-         percorsi formativi mirati per giovani in cerca di primo lavoro e disoccupati di lunga durata (interventi modulari di orientamento e preformazione, formazione specifica, accompagnamento, incentivi per la formazione);

-         percorsi formativi in alternanza (formazione-lavoro) sia per i neo assunti che per post obbligo e post laurea;

-         percorsi di sostegno allo sviluppo di microimprenditorialità diffusa sul territorio con particolare riferimento ai c.d. nuovi bacini d’impiego attraverso attività formative finalizzate e attraverso incentivi economici alle persone;

-         interventi di tutorship e percorsi formativi di aggiornamento e riqualificazione rivolti a imprenditori e occupati (formazione permanente e continua);

-         azioni formative rivolte al personale della P.A. orientate a favorire la gestione integrata di servizi; 

-         iniziative formative volte favorire l’emersione del lavoro irregolare.

-         innalzare le competenze imprenditoriali e degli occupati attraverso incentivi alle persone per la formazione e interventi formativi mirati alla riqualificazione e all’aggiornamento professionale ( formazione permanente e continua);

 

b) <span>L’azione di stimolo ai processi innovativi e il rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali.</span>

 

La cultura dello sviluppo locale, basata sulla valorizzazione delle comunità, delle capacità endogene di sviluppo e sulla promozione di reti cooperative tra gli attori locali si incontra con la cultura dell'innovazione tecnologica.

 

L’innovazione è oggi il tema chiave quando si parla di competitività. Imprese, parti sociali, amministrazioni chiedono politiche e azioni in grado di sostenere una generale riconversione del sistema produttivo basato sull’innovazione.

 

Le politiche di innovazione e di trasferimento tecnologico sono dunque il terreno su cui il sistema paese deve giocare la scommessa della competitività: investire in ricerca e sviluppo, attivare processi di riorganizzazione basati sulle nuove tecnologie, sostenere i processi di rafforzamento strategico di distretti e filiere, puntare sull’economia della conoscenza e sulla costruzione di “capitale sociale”, promuovere il consolidamento di un sistema di competenze, sono i termini di un nuovo modello di competitività dei territori.

 

L'obiettivo generale sarà quello di sostenere l'emergere della domanda di innovazione ed il suo assorbimento, valorizzando il patrimonio di conoscenze e professionalità proprio del sistema locale e favorendo le relazioni del sistema con l'esterno.

 

In particolare per il mondo delle imprese l'obiettivo che si intende raggiungere è quello di favorire l’adozione di servizi innovativi e tecnologie della Società dell'Informazione da parte delle micro e piccole imprese operanti nei settori dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi al fine di incrementare la competitività, migliorare la comunicazione intra e inter-aziendale, favorire la cooperazione ed ampliare i mercati di riferimento.

 

Occorre, quindi predisporre azioni di sensibilizzazione, di orientamento e di tutoraggio. L'animazione si articola in attività di ricognizione dei fabbisogni, delle competenze delle imprese e delle potenzialità tecnologiche delle stesse; in attività di previsione delle tendenze tecnologiche e di mercato; in attività di programmazione, mediante accordi stipulati tra i soggetti economici e sociali locali al fine di attivare specifici piani di azione e progetti per l'innovazione; infine, in azioni dimostrative e promozionali per la diffusione delle conoscenze tecnologiche, allo scopo di riqualificare e ad accrescere la competitività dei settori economici a basso contenuto innovativo.

 

Il rafforzamento e rinnovamento, ove necessario radicale, della P.A. costituisce una delle principali componenti della politica regionale, comunitaria e nazionale, con cui si intende in Italia imprimere una svolta allo sviluppo del Mezzogiorno.

Per gli enti locali del territorio silano e’ necessario, quindi, rafforzare la capacità amministrativa (Capacity building) investendo nella formazione del capitale umano e nelle strutture TLC collegate ai servizi amministrativi.

Dovranno essere colte tutte le opportunità offerte anche dalla cooperazione fra enti locali e dalla gestione associata dei servizi di largo interesse, utilizzando la legislazione nazionale e regionale del settore.<span></span>

L’orizzonte della progressiva integrazione amministrativa e della governance territoriale caratterizzerà per i prossimi anni il nostro agire locale.

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c) <span>Valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale.</span>

 

Grazie alla grande quantità di materie prime presenti sull'Altopiano, l'artigianato ha costituito per tutti gli insediamenti silani un importante settore economico.

Negli ultimi decenni i prodotti industriali hanno sostituito gran parte di quelli fabbricati a mano e l'artigianato silano ha visto diminuire drasticamente i suoi addetti. Ultimamente questo settore sta riprendendo vigore. Sono nate nuove botteghe artigianali gestite da giovani imprenditori che riescono ad imporsi in un mercato che fortunatamente comincia a risentire dell'apporto positivo dei turisti.

 

Al fine di sostenere e rafforzare il legame esistente tra produzioni locali e territorio è necessario fare dell’artigianato tradizionale di qualità, un potente motore di rilancio dell’economia locale, oltre che un utile mezzo per promuovere l’immagine dell’altopiano silano.

 

In questa direzione occorre predisporre interventi di valorizzazione nei seguenti settori:

- Antica arte orafa di San Giovanni in Fiore. L'arte orafa florense è legata alla produzione artigianale di bellissimi gioielli che adornavano il tradizionale costume delle donne sangiovannesi.

- Lavorazione del granito silano. Il granito è presente in Sila in grandi quantità e la disponibilità quasi illimitata di questa materia prima ha favorito la nascita a San Giovanni in Fiore di un'autentica scuola di maestri scalpellini.

- Lavorazione tessile tradizionale di coperte, arazzi, tappeti presente in molti centri silani come San Giovanni in Fiore, Acri, Bocchigliero, Longobucco, l'uso del telaio a mano è antico.

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d) <span>Interventi integrati nel settore dell’Acquacoltura</span>

 

Negli ultimi anni si è assistito in Italia ad un notevole sviluppo  dell' acquacoltura  la  cui  produzione  ha  raggiunto  livelli considerevoli.

In  Calabria  l'acquacoltura non  ha  invece ancora   raggiunto il  suo momento  di  decollo;  in  questa  regione  sono  infatti  presenti solo  pochi impianti di  troticoltura  a  gestione familiare  e risultano  quasi assenti  impianti produttivi di altre specie.

In questo quadro regionale bene si colloca la realizzazione di allevamenti di trota, la cui richiesta per l'indiscussa qualità del  prodotto,  va conquistando sempre maggiori  spazi  sul mercato nazionale.

 

I  laghi  della  Sila  costituiscono  un  ambiente idoneo  alla  crescita  anche  di  questa  specie  del  resto  anche presente nell'area silana.

I maggiori  corpi  idrici presenti nel territorio silano in  cui  potrebbe   svilupparsi  l'attività  di  allevamento sono:  il lago Arvo, il lago Cecita, il lago Ampollino .

 

Il  piano  di  sviluppo  della  pesca  e  dell'acquacoltura nell'altopiano  silano  si   potrebbe concretizzare  con  diversi  interventi:

 

  • realizzazione di un  Centro Ittiogenico  nel sito di maggiore utilità per l’ente Montano, che avrà lo scopo di produrre novellame da semina e che fungerà da coordinatore di tutte le attività ittiogeniche del comprensorio.
  • realizzazione  di  alcuni  allevamenti  in  gabbie  galleggianti,  siti sui laghi Ampollino, Arvo e Cecita;
  • realizzazione di  centri per la pesca, siti  sul laghi Ampollino, Arvo e Cecita.
  • realizzazione  di  un  centri  di   trasformazione  del  pesce, in prossimità dei centri di pesca

 

e) <span>Tutela e sviluppo del patrimonio forestale</span>

 

La realtà forestale della Calabria è una delle più interessanti d’Italia: per vastità delle aree boscate, indice di boscosità, potenzialità e diversificazione della produzione legnosa, molteplicità dei popolamenti, specificità mediterranea di alcune formazioni, varietà dei paesaggi, ruolo storico, culturale e sociale.

 

Il bosco, sia di origine naturale (4/5 della superficie boscata totale) che artificiale (1/5 della superficie boscata), di latifoglie e/o di conifere, di fustaie e/o di cedui, di popolamenti puri o misti, di formazioni arboree e/o arbustive, costituisce per l’area silana, e per l’intera Calabria, una riserva e una risorsa di inestimabile valore ambientale e produttivo, un bene naturale di alto interesse fitogeografico e conservazionistico, un sistema biologico complesso in continua evoluzione e riproducibile, la cui utilizzazione razionale comporta la risoluzione di una serie di problemi selvicolturali, socio-economici e di tecnica gestionale.

 

Purtroppo la provincia di Cosenza, ovvero la Calabria, non disponendo di un "mercato del legno" attivo e continuo, si trova a non utilizzare che in parte limitata la produzione legnosa e a importare non solo segati di specie esotiche, ma anche legna da triturazione destinata alle Industrie locali di trasformazione per la produzione di pannelli truciolari

 

E’, quindi,  prioritaria l’esigenza di pianificazione e regolamentazione del settore, poiché in ambito montano le arretratezze si misurano in termini di bassissimo livello di cono­scenza del territorio, di mancanza di programmazione degli interventi sulle filiere locali, di interessi e obiettivi perseguiti in modo troppo localistico (o “campanilistico”).

 

I proprietari, le amministra­zioni comunali, gli enti territoriali agiscono quasi sempre separatamente ottenendo, spesso, risultati che si esauriscono in uno spazio e in un tempo troppo limitati: raramente i progetti realizzati creano effetti moltiplicatori o riescono ad innescare processi di sviluppo sia locale che generale.

 

In ambito pubblico, molto spesso, si da scarsa importanza all’entità della proprietà forestale (demani municipali) ed alla sua gestione ed utilizzazione in relazione all’ubicazione e mancano strumenti di programmazione sulle potenzialità produttive dei boschi di proprietà.

 

La conoscenza, la gestione, gli obiettivi, e le azioni conseguenti, necessitano di un “Contenitore” (il territorio) che abbia caratteristiche di omogeneità e uniformità e di un “Tempo” (il programma delle azioni che si devono sviluppare nel territorio) che dia continuità nell’occupazione e garanzie per gli investimenti.

 

Creare il “Contenitore” e sviluppare il “Tempo” sono gli obiettivi da perseguire attraverso l’associazione volontaria delle proprietà, costituendo Consorzi fra proprietà pubblica e privata. Occorre inoltre aumentare la conoscenza del territorio e della proprietà (pianificazione forestale), la rap­presentanza e la cura degli interessi di tutte le proprietà da parte di un unico soggetto costituito in forma consortile.

 

Mediante la struttura consortile è necessario procedere alla realizzazione in tempi brevi, della  Carta Forestale e dei Piani d’Assestamento Forestale per tutta l’area silana.

 

Principali obiettivi delle attività pianificatorie dovranno essere:

  • Investimenti in foreste di Comuni e di privati e/o loro Associazioni  destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico e sociale;
  • Azioni di sostegno alla costituzione d’associazioni di produttori silvicoli, che operano in foreste di privati e/o di Comuni e loro Associazioni, al fine di aiutare i loro associati a realizzare una gestione più sostenibile ed efficiente delle foreste;
    • il miglioramento dei boschi cedui e la loro conversione all’alto fusto;
    • la creazione di lavoro qualificato all’interno delle aziende agricole;
    • il contributo alla creazione e al rafforzamento di imprese agricole forestali qualificate;
    • la riduzione del rischio di incendio boschivo.
    • Mantenere e migliorare la stabilità ecologica delle foreste in zone la cui funzione protettiva, paesaggistica ed ecologica sia di interesse pubblico.

 

Altri punti di innovazione, indispensabili per dare inizio ad un “Progresso Forestale” di cui il territorio della Silano risulta essere piuttosto carente si possono così sintetizzare:

  • Sistema Informativo geografico per la gestione del territorio silano.
  • Elementi innovativi relativi alla meccanizzazione forestale delle ditte e aziende private della Sila;
  • Formazione degli addetti
  • Investimenti diretti a migliorare la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della silvicoltura;
  • Interventi diretti alla promozione di nuovi sbocchi per l’uso e la commercializzazione dei prodotti silvicoli.

 

 

4. TUTELA AMBIENTALE

 

 

Negli ultimi anni si è andata rafforzando l'esigenza di conoscere lo stato delle risorse ambientali e del territorio, l'evoluzione nel tempo, le situazioni di rischio e l'interazione dei fenomeni, al fine di contenere la pressione nei confronti delle risorse ambientali e garantirne la salvaguardia, con opportune politiche di tutela, prevenzione e risanamento.

 

Occorre, quindi,  informare i processi decisionali e le diverse politiche di settore ai principi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente e della qualità della vita, nell'ambito dei principi e delle normative comunitarie e nazionali.

 

Migliorare la qualità del patrimonio naturalistico ed ambientale silano, in particolare delle aree naturali protette (Risorse biogenetiche statali) riducendone i fenomeni di degrado e di abbandono nelle aree marginali ed accrescendone l’integrazione con le comunità locali in un ottica di tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo delle attività connesse. A tal fine è prioritario far acquisire ed incrementare la cultura del Parco Nazionale della Sila, i cui organismi debbono attivarsi per un decollo programmatico e funzionale.

 

In questo senso occorre:

  • Favorire campagne di informazione ed educazione ambientale con la promozione di iniziative, rivolte alle scuole e alla cittadinanza, di sensibilizzazione in campo ambientale attivate e gestite da enti e associazioni;
  • Intraprendere azioni di recupero ambientale con la promozione di attività di riqualificazione del territorio anche attraverso l'adozione di tecniche di Ingegneria Naturalistica;
  • Valorizzare il progetto della provincia di Cosenza denominato  “Officine Ecologiche” che prevede un sistema di “infrastrutture ambientali" ad alta densità di diversità naturale (biodiversità) e culturale, di tipicità artigianale e agro-alimentare, di identità locali, di presidi territoriali e di specifiche modalità insediative. 
  • Predisporre un progetto organico di lotta alla processionaria che sta provocando danni incalcolabili all’ambiente montano devastando migliaia di pini presenti nel territorio silano.
  • Creare sull’altopiano silano nuove fonti di produzione energetica alternativa (biomasse, eolica, solare ecc.).
  • Incentivare alla trasformazione delle aree agricole marginali, non più competitive sul mercato dei prodotti agricoli tradizionali, nonché delle superfici forestali non produttive (e non aventi pregio ambientale) in superfici atte alla produzione di biomassa (scarti del legno, rifiuti organici ed industriali ecc) ) da destinare alla produzione di energia pulita e rinnovabile.

 

 

5. SVILUPPO INTEGRATO CON LE AREE URBANE

 

Nel prossimo periodo di programmazione 2007/2013 le politiche per i sistemi urbani dovrebbero convergere verso la costruzione di reti tra centri urbanizzati e le realtà minori interne.

Costruire la dimensione urbana calabrese significa non solo riqualificare e rinnovare, adeguando la strumentazione urbanistica comunale in un’ottica di sviluppo sostenibile, ma altresì connettere in rete le variegate realtà territoriali al di là della frammentazione fisica del territorio.

 

In questa direzione due casi potrebbero essere indicativi: il potenziamento della conurbazione di Cosenza–Rende e la sua area urbana e quello di Corigliano-Rossano

Questi, infatti, si stanno configurando negli anni come veri e propri sistemi urbani integrati, che potrebbero assumere il ruolo di centri gravitazionali dell’economia e dell’organizzazione territoriale funzionali ai diversi centri minori dell’entroterra .

 

I Comuni delle aree interne del territorio silano possono, quindi, nei prossimi anni creare forti sinergie ed interscambi economici, sociali ed istituzionali con le nascenti aree urbane Cosenza–Rende e Corigliano-Rossano, attraverso una politica di recupero che agisca sia sulla riqualificazione del decoro urbano che sulla valorizzazione dell’identità dei luoghi, intesa nell’accezione allargata di memoria del passato e della propria storia, delle tradizioni e della capacità di farli rivivere in forma nuova e produttiva.

 

Inoltre, i paesi presilani per la loro collocazione naturale sono la cintura di collegamento tra l’area urbana e l’altopiano silano, la porta del Parco della Sila, ed è quindi necessario lavorare ad ipotesi di sviluppo integrato per favorire i flussi turistici verso la Sila.

 

In questo contesto sono necessari i seguenti interventi prioritari:

 

  • favorire la creazione di un sistema integrato tra città e paesi attraverso la messa in rete di infrastrutture e servizi comuni (sanità, scuola, etc.) che consentano di contrastare l’esclusione e il disagio sociale;
  • migliorare lo sviluppo del trasporto pubblico locale per facilitare la mobilità della popolazione da e verso le aree urbane e i centri minori dell’entroterra, puntando al miglioramento, al completamento e all’ammodernamento delle connessioni con le reti lunghe, all’aumento dei mezzi pubblici, alla riconversione delle linea ferroviaria Cosenza – San Giovanni in Fiore in funzione di metropolitana leggera;
  • Creazione della strada di collegamento Sibari-Sila;
  • Nuova strada di collegamento tra i comuni della cintura presilana e l’area urbana cosentina (Casole Bruzio – Pianette di Rovito – Cosenza Casali).
  • recuperare i centri storici nel patrimonio abitativo per rilanciare il diritto all'abitare, anche in ottica di promozione dell'ospitalità turistica, al recupero del sapere artigiano e delle botteghe, dei patrimoni architettonici e culturali.
  • favorire il recupero e la valorizzazione di aree dismesse o abbandonate attraverso l'insediamento di attività ricreative e soprattutto produttive anche legate all'impiego di nuove tecnologie, come imprese innovative e spin off di ricerca, e di promozione e inclusione sociale a partire dai servizi alla persona.        
  • rafforzare l’offerta di edilizia a canoni sostenibili per affrontare il problema della casa per giovani coppie, anziani, lavoratori immigrati, studenti, lavoratori in mobilità, e le altre forme di disagio sociale attraverso un coordinamento tra intervento pubblico e iniziativa privata che ne garantisca la sostenibilità economico-finanziaria;
  • Localizzazione di aree per gli insediamenti produttivi di sostegno al sistema turistico e del terziario e realizzazione P.I.P. comprensoriale dei comuni della Presila.
  • Miglioramento dell’offerta eno-gastronomica;
  • Realizzazione di Residenze per gli anziani della città, per le condizioni ambientali e climatiche favorevoli.

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